Intervista a Andrea Chiarvesio

Marvel United continua la sua corsa al finanziamento su Kickstarter e si avvicina al milione di dollari. Molto probabilmente già questa settimana lo supererà abbondantemente!

Qui a Geek Robot d’Acciaio abbiamo la fortuna di poter intervistare Andrea Chiarvesio, co-creatore di Marvel United insieme ad Eric Lang.

Ciao Andrea e grazie per questa opportunità!
Voglio anche ringraziarti perché sia io che Gaia siamo diventati campioni mondiali di schicchere (come si dice a Roma) grazie al tuo Warstones e sempre grazie a te le ho potuto far conoscere quello strambo universo che è Wacky Races con tutti i suoi bislacchi personaggi.

D: Kickstarter in particolare, ma tutto il mercato ludico da tavolo in generale, sta vivendo da qualche anno un vero e proprio boom mondiale. Anche in Italia il gioco da tavolo, così come un po’ tutta la cultura geek, è stato sdoganato dalla categoria “roba da sfigati”.
Quale è la tua opinione sul panorama italiano in questo momento, sia dei giocatori che degli autori/editori?

A: È un bel mondo, in crescita, fatto di giocatori appassionati ed entusiasti ed autori/editori che il più delle volte mettono la passione davanti a tutto il resto.
Credo che allargare il perimetro dei giocatori faccia molto bene a tutto il settore, non solo e non tanto per una questione meramente economica, ma perché portare all’interno di questo mondo nuove voci, punti di vista freschi e vitali può aiutare tutti noi a considerare e rispettare opinioni magari dissonanti ma certamente arricchenti.

D: Domanda secca: miniatura o meeple?

A: Non posso che rispondere miniature 😊.

D: Marvel United, un gioco importante con una licenza importante.
Come hai percepito il passaggio da una realtà italiana seppur importante come la Red Glove ad un binomio mondiale come CMON e Disney?

A: Come dicevo sopra, c’è un minimo comun denominatore a tutti che è la passione, e questa la vedo negli occhi delle persone con cui ho la fortuna di lavorare, indipendentemente se si tratta di un’azienda italiana di medie dimensioni, una grande realtà internazionale o addirittura una multinazionale dell’intrattenimento.

D: Ami i fumetti Marvel?

A: Da quando in Italia li pubblicavano le edizioni Corno. Può bastare come curriculum marvelliano?

D: Se potessi scegliere un supereroe o un super cattivo chi sceglieresti?

A: Avverto da sempre un legame speciale con Spiderman, anzi per la mia generazione l’Uomo Ragno (Peter Parker, Miles Morales lo lasciamo ai più giovani)… del resto, come lui ho sposato una rossa meravigliosa 😊.
Tra i super cattivi ho sempre avuto un debole per Mysterio, mi piaceva la capacità di usare gli effetti speciali del cinema e il fatto che in fondo è l’unico che non ha dei veri superpoteri… ci vuole coraggio per affrontare i supereroi senza poter contare su altro che il proprio intelletto.

D: Parliamo di Marvel United, avete preso spunto o idee da alcuni giochi come Aeon’s End, Legendary: A Marvel Deck Building Game o altri?
O siete partiti da zero con una idea folle e geniale che poi è stata modellata in un gioco da tavolo?

A: Eric aveva già lavorato sui supereroi Marvel, mentre per me era la prima volta (e, come avrete capito, un sogno che si stava avverando).
Siamo stati entrambi convinti fin da subito di voler realizzare un gioco totalmente originale, che potesse portare l’atmosfera e l’esperienza dei fumetti in un gioco da tavolo rimanendo accessibile ad un pubblico molto ampio.
Abbiamo attraversato numerose fasi e versioni, e fatto molti esperimenti: alcuni prototipi iniziali facevano uso di dadi, ad esempio! Poi un pomeriggio abbiamo avuto l’illuminazione simultanea della “Storyline” con le carte che andavano a ricreare il fumetto e la storia… siamo partiti da lì.

D: Appena lanciato il progetto e vista la pagina di presentazione abbiamo pensato che il gioco potesse essere troppo semplice. Ma leggendo il regolamento ci siamo resi conto che le combo con location ed eroi da una parte e quelle tra minacce e cattivo dall’altra creassero un gioco comunque di un certo spessore strategico.
Inoltre crediamo che i differenti eroi saranno sufficientemente diversificati nei loro poteri individuali da creare una esperienza di gioco differente a seconda del team scelto per affrontare la minaccia.
Il gioco ha ricevuto critiche perché giudicato troppo semplice? Magari secondo te da persone che si sono fermate ad una prima impressione senza approfondirlo? Se si, come mai secondo te?

A: Internet è così… si giudicano i film senza averli visti e i giochi senza averli giocati, ormai.
Siamo consapevoli di aver creato un motore di gioco davvero semplice ma con una complessità strategica notevole. Non è solo la combinazione tra eroi, minacce, cattivi e luoghi, ma è proprio un gioco dove ogni singola scelta è cruciale e richiede la collaborazione tra i giocatori per poterne uscire vincitori.

D: Una delle cose che più ci è piaciuta è l’idea che l’alternanza di carte tra eroi e cattivo sia come una storia a fumetti che viene creata e che si può, con un po’ di fantasia, leggere per scoprire la storia che si sta creando e vivendo proprio in quel momento.
Come vi è venuta questa idea? Tua o di Eric?

A: È uno di quei casi in cui l’idea è nata durante una conversazione seduti allo stesso tavolo per cui è proprio di entrambi!

D: Quali sono le difficoltà che avete dovuto affrontare nel bilanciare alcuni aspetti del gioco?
In particolare penso al confronto tra alcuni eroi e cattivi, ad esempio Occhio di Falco contro Thanos!
Avete mantenuto una scala di forza presa dai fumetti (Thanos è in grado di uccidere Occhio di Falco starnutendo) o avete deciso di equilibrare le sfide all’interno del gioco senza snaturare troppo i personaggi?

A: Hai centrato una delle sfide principali nello sviluppo. Abbiamo cercato di rendere l’essenza di ciò che rende quell’eroe o quel villain unico all’interno del mondo Marvel: certo, Hulk o Capitan Marvel avranno nel loro mazzo più azioni di attacco rispetto a Occhio di Falco, ma nessuno di loro è in grado di colpire all’altro lato del tavolo come fa Clint, oppure di leggere i piani del malvagio di turno come Natasha.
Nessuno degli eroi sarebbe in grado di sconfiggere Thanos da solo, nemmeno Thor o [CENSURA] o [CENSURA], ma se collaborano tutti assieme, sfruttando le peculiari abilità di ciascuno… beh allora hanno una possibilità (o almeno una su 14,000,605).

D: Ci sarà una espansione dedicata a Spiderverse, piena di amichevoli uomo ragno di quartiere in tutte le forme e dimensioni (letteralmente)?

A: Temo proprio di non poter rispondere a questa domanda…

D: Noi in redazione abbiamo ipotizzato che il progetto chiuderà superando il milione e mezzo di dollari. Secondo te a quanto arriverà? Lo sappiamo che una cifra in testa ce l’hai, non negarlo!

A: Certo che ce l’ho, ma sono scaramantico, quindi non posso dirla!

D: Eric Lang è simpatico sul lavoro così come appare in fiera?

A: Per fortuna Eric Lang è esattamente sul lavoro così come appare in fiera, confermo!

D: Il mercato dei giochi da tavolo viaggia velocissimo e siamo sicuri tu abbia parecchie idee in cantiere.
Puoi farci un piccolo spoiler sul tuo prossimo progetto?

A: Di alcuni non posso davvero dire nulla, ma posso invece spoilerare che sono al lavoro su un mio gioco di civilizzazione… con dadi, carte (molte) e forse anche qualche meeple, che non duri più di 90 minuti.

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